Salviamo il Centro di Cultura Ecologica e la Biblioteca Giovenale

La biblioteca Fabrizio Giovenale, a Roma in zona Casal de’ Pazzi, rischia di chiudere per mancanza di fondi. La biblioteca in questione ha qualcosa di particolare. Tanto per cominciare è all’interno di un’antica vaccheria, restaurata secondo i criteri della bioedilizia e alimentata da pannelli fotovoltaici, immersa nel verde del Parco Regionale Urbano di Aguzzano, un’area di oltre 60 ettari che funge da polmone verde per l’area est di Roma insieme alparco dell’Aniene. Inoltre, la Giovenale fa parte del Centro di Cultura Ecologica che include anche un archivio ambientalista che permette la consultazione di centinaia di testi di materie scientifiche, dall’Ecologia alle Scienze Naturali, dalle Scienze della Terra alle Scienze Sociali. Un luogo speciale e particolare dove ogni giorno studenti dei dintorni, studiosi e cittadini si ritrovano per studiare, passeggiare, consultare, o anche semplicemente prendere un caffè ecologico in compagnia. Non solo: il Centro di Cultura Ecologica organizza periodicamente incontri, eventi, mercati ecologici e nel tempo è diventato un punto di riferimento e aggregazione per tutta la zona e i dintorni.

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I guai della biblioteca e del Centro di Cultura Ecologica iniziano nel 2009 quando, come è spiegato dagli stessi “bibliotecari”, la giunta Alemanno chiese la riconsegna delle chiavi e la chiusura delle attività del Centro di Cultura Ecologica e della biblioteca: i coordinatori del Centro si opposero e presentarono ricorso al TAR del Lazio (ricorso tuttora pendente). Da allora i finanziamenti sono stati interrotti e la biblioteca è stata gestita in gran parte a titolo di volontariato. Con l’arrivo del sindaco Ignazio Marino si sperava in un aiuto concreto e in un cambiamento. Tuttavia, fondi ancora non se ne vedono e così il 10 gennaio 2014 sono cessate le attività. I cittadini e gli iscritti della biblioteca però non sono rimasti a guardare e hanno lanciato sul web una petizione tramite Avaaz, che punta a raggiungere le 1.000 firme, e i giovani frequentatori della Giovenale hanno inviato una lettera al sindaco Marino e alla sua giunta proponendo anche una soluzione per far sì che i collaboratori della biblioteca possano sostenere le spese di gestione: “all’interno dell’area vi è un altro ambiente, che nel 2009 è stato affidato dalla giunta Alemanno alla Protezione Civile. Siamo a conoscenza del fatto che nel Piano d’Assetto del Parco di Aguzzano quello spazio doveva essere destinato a un’area ristoro. Se questo spazio verrà restituito ad uso pubblico, la biblioteca attraverso l’organizzazione di eventi culturali e con l’attività del punto ristoro, riuscirà a far fronte almeno parzialmente alle spese di gestione, e a migliorare il servizio offerto. Ovviamente gli introiti derivanti dalle attività verrebbero reinvestiti nella biblioteca, a parziale sostegno della struttura stessa. Quello che chiediamo è un impegno minimo in quanto nella struttura della Protezione Civile, sono presenti solamente due impiegati, che potrebbero agevolmente essere trasferiti nella loro sede principale”.

 A quanto pare il bombing sul web comincia a dare i suoi frutti: l’11 gennaio la biblioteca pubblica questo aggiornamento sulla pagina Facebook: “abbiamo iniziato a ricevere segnali di interessamento e richieste di dettagli da parte delle autorità capitoline. Ne prendiamo atto con un po’ di sollievo ma rimaniamo in attesa che alle petizioni di principio si sostituiscano iniziative tangibili. In particolare: apertura di un tavolo con gli assessorati all’Ambiente, Periferie e Cultura per aggiornare e rilanciare il progetto del Centro di Cultura Ecologica e della Biblioteca ‘Fabrizio Giovenale’; sblocco e rifinanziamento della convenzione per la gestione del Centro. La nostra lotta è per la difesa di uno spazio culturale e sociale nella città e per la difesa del posto di lavoro”.

Adesso quindi bisogna andare avanti e continuare a fare pressione. Noi di Loveisanowl abbiamo firmato la petizione, fatelo anche voi se pensate che cultura, ecologia, lavoro, passione vadano tutelati e supportati sempre. 

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EcoSummerTech

ImmagineVacanze, tecnologia ed ecologia. Vanno d’accordo? Certamente, ma con qualche accortezza.

Anzitutto la protezione. Per motivi di leggerezza, i nostri dispositivi sono sempre più sottili e necessariamente fragili. Dobbiamo prima di tutto ricordare che le protezioni non sono dei gadget secondari. L’estetica è importante (soprattutto per capire che tipi siete, vedi cover di playboy o con i brillantini) ma non è tutto. Una cover ben fatta può salvare un dispositivo pagato una fortuna. Esistono case produttrici di protezioni di ottima fattura per ogni tipo di dispositivo. Vediamole con ordine e con un po’ di schematizzazione. Premetto che mi dedicherò soprattuto al mondo Apple, essendo quello che conosco più a fondo.

Pellicole (qualunque dispositivo)

Si possono trovare pellicole per fronte e retro da 1euro in sù. Saranno un’ottima protezione di base contro i graffi ed i danni da sfregamento, ma, ovviamente, non proteggeranno da danni da botta o da pressione.

Se cercate invece delle pellicole di qualità, pressocché indistruttibili, ma di costo elevato, vi consiglio le ZAGG.

Cover e custodie (iphone, ipad e HD)

Qui ovviamente ci si può sbizzarrire. Mi sento preliminarmente, di sconsigliarvi i bumper. Che siano della apple o di altre marche, offrono, ad un prezzo eccessivo, una protezione ridicola ai vostri dispositivi. Stesso discorso vale per le smart cover. Se siete persone a cui piace viaggiare, che non vanno solo in hotel 5 stelle, ma che amano l’avventura e le strade non asfaltate, vi consiglio delle cover con le palle. Sono della

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Griffin, modello SURVIVOR. Grosse, pesanti, sgraziate ma indistruttibili. Uso costantemente il modello per iphone e mi trovo benissimo. Devo dire invece che la versione per ipad ha un proteggi schermo troppo opaco ed anche la sensibilità del touch diminuisce.

ATTENZIONE! Non sono stagne. L’acqua entra.

Se invece dovrete proteggere degli hard disk, sicuramente la Case Logic offre un ottimo rapporto qualità prezzo. Anche qui però ci sono soluzioni più estreme come il case Nomad per WD MyPassPort.

Alimentazione

Un altro grande problema dell’utilizzare i dispositivi elettronici in vacanza sarà come alimentarli. Non sempre infatti avremo a disposizione una presa elettrica e quindi, l’unico modo, sarà avere un piccolo generatore portatile. Senza spaventarsi, bastano 4 pile stilo come nel caso del Guide 10 della Goal Zero che potremmo ricaricare USB con uno dei magnifici pannelli solari venduti dalla stessa casa. Questo generatore, con una ricarica solare di 4 ore, può ricaricare un iphone 5 circa due volte.

1176257_10201827000186059_332554355_nC’è da dire che, ho tirato fuori il discorso dei pannelli solari per ovviare ad un problema di alimentazione, ma ovviamente acquistare uno di questi oggetti da usare durante tutto l’anno, è uno dei gesti più semplici ed importanti che possiamo fare per il nostro pianeta.

Immaginate se tante persone ricaricassero i loro cellulari solo con il sole? Non sarebbe magnifico?

Oltretutto queste tecnologie sono ormai mature e consentono di ricaricare con disinvoltura anche i laptop. Basteranno una batteria più potente ed un pannello più grande. 

Infine, proprio perché di ecologia si è parlato, ci sono due oggetti (anche se non parliamo proprio di hi tech) che non potranno mancarvi:

Borraccia: non ci sono scuse. Il 70% del territorio italiano è coperto da paesi in cui è possibile trovare acqua potabile. Purtroppo in alcune città non è cos,ì ma se vi trovate in città come Roma, e comprate ancora bottigliette di plastica, SIETE CRIMINALI.

Esistono borracce di tutte i tipi e costi. Francamente io adoro l’essenzialità e lo stile della Sigg che ha realizzato anche delle borracce che richiamano proprio alla loro intrinseca ecologicità (esiste questo termine?).

Bicicletta: sembrerà un’ovvietà ma avere in vacanza una bicicletta vi cambierà la vita. Vi terrà in forma e consentirà di fare piccoli (o lunghi) tragitti con rapidità e senza dover ricorrere all’auto. La verità è che con una bicicletta potreste arrivare ovunque. Con un bel paio di cosce ed un casco di banane (il potassio!) scoprirete di poter viaggiare in lungo e largo senza dover più consumare una sola goccia di benzina. Trenitalia, del resto, vi aiuta consentendo l’accesso ai treni regionali e reginali veloci con soli 3,50 euro in più (al giorno non a tratta).

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EcoChic

GreenmarketIl Merchandising di Greenpeace. Un lontano ricordo. Prima ancora di diventare un volontario ho sempre adorato lo stile delle tazze e delle magliette, ma purtroppo ho avuto la sfiga di entrare in associazione proprio al momento della chiusura del Greenmarket.

Di certo non sono state le T-Shirt che mi hanno fatto scegliere Greenpeace, ma diamine se ho rosicato! Non sono un feticista né un consumista da strapazzo ma mi piacciono i gadgets per la capacità che hanno di donare senso di appartenenza. Non so se mi spiego: quando vedo un gruppo di ragazzi che lavora insieme, per un obiettivo comune, con la stessa Tshirt addosso penso che, perfino a livello estetico, siano una cosa bella da vedere.

La mia dolce metà mi ha spesso passato sottobanco suoi gadgets doppione, ma questo non mi ha fatto di certo arrendere dal cercarne di usati, dismessi, accantonati da vecchi volontari o robivecchi su ebay o altri siti di annunci.

Ho già acquistato una maglietta della campagna VS Wolswagen ed una maglietta della Rainbow Warrior è in viaggio verso casa mia.

Quello che però tengo a fare in questa sede è proprio dare la possibilità, a chi come me, abbia voglia di alimentare questo commercio dell’usato, di acquistare alcuni degli oggetti che ho trovato in giro per il mondo.

Senza altri indugi eccovi i link:

Adesivo Greenpeace Antartica – Anni 90

Spilla con logo

Spilla con Logo 2

Maglietta finalista del concorso DETOX organizzato da GP Olanda (il ragazzo è italiano ed è arrivato terzo. La maglietta è UNICA AL MONDO)

Adesivo

Magnete… chi riconosce il simbolo? 😀

Spilla Rainbow

Spilla SEALS

Maglietta NO NUKES

Adesivo Logo

Lotto Tshirt x2

Felpa Rainbow Warrior

Tshirt salvate i canguri

Tshirt Deforestazione (non capisco se sia orginale o meno)

Maglietta deforestazione VINTAGE (non c’è il logo ma dovrebbe essere originale visto che, oltre il titolo, è MADE IN USA, cosa non scontata e che caratterizzava tutte le magliette di GP degli anni 90)

Questi che ho elencato sono solo i più degni di nota. Su ebay potrete trovare moltri altri adesivi, opuscoli e cd.

Ma il mio post decisamente non finisce qui…

Proprio oggi infatti, cercando altri rivenditori mi sono imbattuto in questa pagina:

http://www.cafepress.com/greenpeace

Mi sembrava strano che una pagina del genere fosse ancora attiva. Subito ho pensato ad un errore del web master. “Sarà una vecchia pagina rimasta online”, ho pensato.

Così ho contattato la fabbrica addetta alla produzione di questi gadget ed ecco la risposta:

After reviewing the shop, and the available items, I am seeing they are all available for purchase unless otherwise noted on the specific product’s page.

If there is anything else I can do for you, please let me know.

La risposta è un po’ generica e non ho la certezza che sia vero né tantomeno che la shipping to Italy sia available.IMG_1222

C’è un solo modo per scoprirlo.

Ricordo infine che, se dovesse funzionare, in quest’ultimo caso il 20% dell’importo andrà proprio all’associazione.

Se voleste segnalarmi nuovi oggetti sparsi per il web, voleste vendere i vostri o aveste bisogno di aiuto per acquistarli per voi… contattatemi pure!

**Aggiornamento**

Sul sito della fabbrica cafepress.com sono comunque disponibili delle magliette con il logo di Greenpeace (mai standalone ma sempre accompagnato da qualcos’altro).

Inoltre c’è una vastissima scelta di magliette a tema ambientale e delle fantastiche borracce con loghi, simboli e scritte legati al mondo del riciclo e dell’ecologia.