#Dimmicosaleggi – 10 libri (+1) che porterei in cabane

Qualche mese in Siberia per leggere: non male come idea! Questa l’idea lanciata da Turisti per Sbaglio che, prendendo spunto dal libro “Nelle foreste Siberiane” di Sylvain Tesson, dove un viaggiatore decide di passare 6 mesi in una cabane in Siberia con qualche scorta e soprattutto 60 libri, hanno stilato una prima classifica di 10 libri che porterebbero con loro in cabane, un piccolo rifugio 3 metri x 3.

Io ho scelto 10 titoli che sono nella mia lista di attesa o che, per un motivo o per un altro, sono ancora lì sul comodino con il segnalibro a metà ad aspettarmi pazientemente.

Ecco allora, li metto nello zaino e vado in cabane con loro! Continua a leggere

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Le mie prime 10 volte in viaggio

Ogni viaggio, per un motivo o per un altro, rappresenta una prima volta: difficilmente, anche tornando in un posto già visto, ci si ritrova a fare cose già fatte in precedenza. Ma ci sono alcune “prime volte” che lasciano una traccia indelebile, un ricordo speciale che sarà difficile da dimenticare! A farmici riflettere è stata Francesca di senzazuccherotravel che ha lanciato #prime10volte.

E allora, senza indugio, ecco le prime 10 volte che non dimenticherò mai.

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Leggende metropolitane

Prendere la metro è un’attività alla base di qualunque studio antropologico e sociologico. Sulla metro A e B di Roma si incontrano tante persone, le più varie e diverse. Tuttavia, ad ogni viaggio in metro in qualunque città voi siate, sarà facile trovare almeno uno di questi “tipi”.

gufo21. Il messaggiatore: non si stacca un attimo dal suo smartphone, ha conversazioni aperte con almeno 5 persone e nel mentre telefona, manda fax e pubblica foto su facebook. Non ha nemmeno bisogno di alzare gli occhi per guardare la fermata: lui sa quando deve scendere. Glielo dice lo smartphone.

2. Il lettore: in piedi, seduto, appoggiato alla porta, con la metro piena e anche senza appoggio, il lettore ovviamente legge, anche tomi di considerevole peso. Puoi andargli addosso senza che lui si scomponga minimamente. A volte alza lo sguardo, riflette su quanto ha appena letto e butta un occhio alla fermata della metro. Poi si rituffa nel libro. Quando deve scendere, pesta piedi e barcolla addosso ai vicini. Spesso si sofferma sulla stessa pagina per ore: forse la sta scannerizzando.

3. Il giornalista: legge la sua copia del giornale, sgomitando con i vicini di posto ogni volta che deve girare pagina. Se nota qualcuno che accanto a lui tenta di leggere i titoli del suo giornale, chiude tutto e lancia occhiatacce come a dire “compratelo il giornale“. Anche se é quello gratuito che regalano ai tornelli della metro.

4. Il vecchio/la vecchia: deve sedersi, è un suo diritto. Dopotutto, già la pensione fa schifo, lasciamogli almeno il diritto di avere un posto assicurato in metropolitana. Tuttavia, non è sempre così sfacciato da chiedere “giovine, le spiacerebbe farmi sedere?“: spesso infatti si ferma davanti al giovine di turno seduto e comincia a fissarlo, dapprima in modo amichevole poi man mano sempre più torvo. Come a dire ” giovine, perché cazzo non mi offri il tuo posto?”. Poi, quando il giovine in questione, accortosi dello sguardo fisso su di lui chiede “vuole sedersi?” Il vecchio risponde “no, scendo alla prossima”. Quindi provava solo gusto a farti sentire un po’ in colpa, giovine.

5. Le amiche del cuore: loro vanno in coppia. Sono quelle che non si vedono da una vita e che per caso si incontrano nello stesso vagone della metro; a quel punto, tutti i passeggeri dovranno venire a conoscenza dei loro affari (perchè ovviamente il loro tono di voce sale a dismisura). Le amiche del cuore in 5 minuti sono in grado di riassumere tutta la loro vita, citando a manetta uomini con cui sono state, donne con cui hanno litigato, gossip da parrucchiera e via di seguito.

6. Il gruppo di amici: generalmente si tratta di 5 tra ragazzi e ragazze tra i 12 e i 16 anni. Il loro unico obiettivo è fare casino e possono raggiungerlo in vari modi: parlare a voce alta, mettere a palla il volume del loro smartphone o del lettore musicale (il più delle volte si tratta di canzoni neomelodiche napoletane), prendere in giro i presenti, muoversi in modo fastidioso.

7. Il musicista: ascolta la musica a palla costringendo tutto il vagone della metro a condividere i suoi gusti musicali. Non si rende conto infatti che le sue cuffie, pagate 20 euro da Mediaworld, non lo potranno mai isolare dal resto del mondo. A volte inoltre, il musicista si lancia anche in balletti che prevedono unicamente il battere i talloni, il muovere le dita della mani su un immaginario pianoforte e il ciondolare la testa in modo frenetico.

8. Il centralinista: telefona a tutta la sua rubrica mentre viaggia in metro, ovviamente a voce alta, ovviamente quando il resto dei passeggeri è in silenzio. Non prova il minimo imbarazzo a far sapere a tutti i propri impicci e i propri appuntamenti dal dentista e dall’ortopedico.

9. Il chiacchiera: è quello che la mattina, quando sei ancora nel mondo dei sogni, attacca a parlarti e a raccontarti cosa farà nella giornata. L’età media del Chiacchiera è di 65 anni, generalmente sta andando a fare la spesa oppure si sta recando dal dottore per la consueta visita di controllo. I suoi figli e i suoi nipoti sono persone fantastiche che nella vita riescono in tutto ciò che fanno. La frase attacca-bottone al 90% sarà: “Ma sti auti non passeno mai?”.

10. L’impiccione:gufo1 è il più anonimo di tutti, deve infatti passare inosservato. Ha gli auricolari nelle orecchie, ma in realtà sta ascoltando il vicino che parla al cellulare (cfr tipo n.8): il suo mp3 è spento. Ha il telefono in mano, ma il suo sguardo è puntato sul cellulare del vicino che chatta senza sosta (cfr. tipo n.1). Non compra giornali e libri perché legge quelli degli altri sporgendosi durante il viaggio in metro (cfr. tipi n.2 e 3). Porta gli occhiali da sole per non far vedere chi sta osservando. A volte ha un taccuino su cui annota frasi colte qua e là, facce e persone che incontra. Poi riporta tutto sul blog.