EXPO: il giro del mondo sul decumano. 10 padiglioni da vedere

L’esposizione universale di Milano è un enorme parco giochi del mondo: camminando sul decumano, su cui si affacciano i padiglioni di 53 stati, non si può non restare affascinati da strutture innovative, orti verticali, alberi che spuntano dai tetti, reti sospese su cui camminare.

Non si può, soprattutto, restare indifferenti davanti alle tante tradizioni, culture, persone, che provengono da ogni parte della Terra: verrebbe voglia di cominciare a viaggiare senza sosta per conoscere meglio e più da vicino tutte le realtà di cui si può avere un assaggio ad Expo. Certo, non tutti i padiglioni sono stati in grado di comunicare efficacemente il messaggio che Expo Milano 2015 ha propagandato sin dall’inizio, ovvero “Nutrire il pianeta, energia per la vita”: in tanti casi, purtroppo, c’è stata soltanto tanta mostra delle proprie capacità a livello organizzativo e tecnologico, mentre a livello di contenuti forse si sarebbe potuto – e dovuto – lavorare di più.

Ad ogni modo, per visitare Expo non basta sicuramente una giornata. Neanche due a dir la verità. Per vederlo da cima a fondo e godersi i padiglioni ci vorrebbe forse almeno una settimana. Ci siamo fatti bastare, per ora, un paio di giorni, correndo come pazzi per vedere quante più cose possibile.

SVIZZERA
A stupirci più di tutti è stato sicuramente il padiglione della Svizzera dove i visitatori vengono fatti entrare in 4 torri riempite di prodotti alimentari (caffè solubile, mele essiccate, sale e acqua). Si può attingere liberamente a questi beni, ovviamente facendo una riflessione: ciò che viene preso in sovrannumero viene sicuramente tolto ai visitatori successivi. Il “gioco” – e l’insegnamento – delle torri è proprio questo: le risorse del pianeta non sono infinite e sta a tutti il compito di gestirle in maniera consapevole e corretta. Con il passare del tempo, la struttura del padiglione cambia proprio insieme alle abitudini dei visitatori e in base alle loro scelte. Per assicurarsi la visita alle torri è sufficiente andare su padiglionesvizzero.ch e prenotare il proprio biglietto gratuito.

AUSTRIA
Un padiglione di “ampio respiro” è invece quello dell’Austria: si entra infatti accolti da una tipica foresta alpina da percorrere respirando ossigeno a pieni polmoni. Nel percorso di visita, che si snoda su 560 mq completamente coperti da vegetazione autoctona, muschi e alti alberi che producono ossigeno per 1800 persone ogni ora, si trovano scritte come “Breathe.Austria”, che avvicinandosi sembra focalizzare l’attenzione soltanto su “Eat”, o ancora “nature reloaded”. Insomma, se avete voglia di un po’ di fresco e di immergervi nella natura, fate un giro in Austria!

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MAROCCO
Il padiglione è un vero e proprio viaggio nel Marocco: sembra di sentirne i profumi, vederne i colori, capirne il clima. La visita passa dal mare al deserto, per raccogliere simbolicamente tutta la terra marocchina e spiegarne in parte anche le difficoltà per quanto riguarda l’approvvigionamento di acqua. Usciti dal padiglione, che ricorda una cittadella araba fortificata, si può infine passeggiare, rilassandosi, nel tipico giardino mediterraneo, con palme, olivi e aranci.

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OMAN
Entrando nel padiglione dell’Oman ci si ritrova in una vera e propria casa omanita, con il rito del caffè e dei datteri e con la condivisione di piatti saporiti e speziati, con la riproduzione del sablat, la stanza dove la famiglia accoglie gli ospiti in occasione di feste.  Il padiglione mette al centro il valore dell’acqua, che in alcune regioni del mondo è scarsa ma ovviamente necessaria per avere buoni raccolti. Divertente è l’installazione che riproduce il sistema acquaponico, dove vegetazione e pesci vivono in perfetta armonia.IMG_0480_001

AZERBAIJAN
Il padiglione colpisce, soprattutto dal punto di vista architettonico, per le tre sfere di vetro che rappresentano le tre diverse biosfere del Paese: il paesaggio, il clima e l’unione tra innovazione e tradizione. Sui tre livelli vengono mostrate le risorse naturali, agricole e produttive del Paese; divertenti i fiori che si illuminano se sfiorati con la mano, affascinante l’albero rovesciato, composto di lamelle di legno, che si trova al centro del padiglione.

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UK
Il momento migliore per vedere il padiglione britannico, che riproduce un alveare, è la sera, quando le lampadine a led del padiglione brillano nel buio illuminandosi in base ai segnali provenienti da un alveare vero e proprio. L’intera visita si ispira infatti al movimento di un’ape, a partire da un frutteto, passando per un prato fiorito fino al ritorno all’alveare, il tutto accompagnato dai rumori e dagli effetti visivi registrati da un alveare che si trova a Nottingham, nel Regno Unito. Grazie ad una speciale tecnologia inoltre sarà possibile per i visitatori ascoltare le api al lavoro nell’alveare inglese.

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ESTONIA
Semplice e ideale per il relax: il padiglione estone è perfetto per prendersi una pausa, divertirsi e ricaricare il proprio smartphone. Infatti, grazie ai tipici dondoli (“kiik”) appesi nella struttura, i visitatori possono convertire l’energia cinetica dell’oscillazione dei dondoli in energia elettrica,
comprendendo così quanta energia sia necessaria per le semplici azioni di ogni giorno, come ricaricare un telefono o accendere la luce. Salendo al secondo piano del padiglione ci si ritrova immersi nella natura estone, con piante e alberi caratteristici dei Paesi nordici: qui si può ascoltare il cinguettio degli uccelli estoni, osservare la vita degli animali presenti in natura attraverso telecamere nascoste, giocare con installazioni tecnologiche.

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POLONIA
Per uno snack a base di mele, fate un giro al padiglione polacco, costituito da cassette di legno utilizzate per il trasporto della frutta, in particolare delle mele, che è uno dei prodotti più esportati dell’agricoltura polacca. All’interno del padiglione si trova il “giardino magico”, un frutteto ricco di alberi di mele.

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KAZAKHSTAN
La fila per entrare nel padiglione kazako è tra le più lunghe ad Expo, ma spesso viene allietata dalle esibizioni che si svolgono nello spazio davanti al padiglione. La prima parte della visita è quella che sicuramente lascia tutti a bocca aperta: la storia del Kazakhstan viene infatti raccontata attraverso l’arte del sandpainting. La visita prosegue poi in una sala  che mette in mostra l’agricoltura e l’allevamento in Kazakhstan. Sapevate che le mele kazake possono arrivare a pesare fino ad un kilo? Ovviamente, senza l’uso di fertilizzanti.
A chiudere la visita, un filmato in 4D che porta gli spettatori dallo spazio cosmico alle steppe kazake. Prima di uscire, date un’occhiata al modellino che riproduce l’expo 2017 che si svolgerà proprio ad Astana.

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BRASILE
Chi vuole mettere alla prova il proprio equilibrio…deve provare la rete sospesa del Brasile! Il padiglione infatti mette al centro una rete interattiva: camminando su di essa, i visitatori interagiscono con l’ambiente circostante. Dei sensori rilevano i movimenti trasferendo impulsi che modificano il suono e la luce circostante. A guardare da fuori sembra una passeggiata, ma vi assicuriamo che camminarci sopra non è poi così facile!

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In questo slide show, tutti i padiglioni che abbiamo visto ad Expo!

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ORARI DI APERTURA EXPO MILANO 2015: il sito è aperto dalle ore 9.00 (ingressi Merlata e Roserio) e dalle ore 10.00 (ingressi Triulza e Fiorenza) fino alle 23.00 da lunedì a venerdì, fino alle 24.00 il sabato e la domenica. Tuttavia, non tutti i padiglioni rimangono aperti e visibili fino alla chiusura di Expo. Molti, anzi, alle 20.00 chiudono i battenti. È bene dunque assicurarsi  dell’orario dei padiglioni che si vorrebbero visitare in serata. Ecuador, ad esempio, è aperto fino alle ore 23 (ultimo accesso alle ore 22.45).

Se cercate qualche altro consiglio sui padiglioni, ecco i consigli di martinaway.com

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4 pensieri su “EXPO: il giro del mondo sul decumano. 10 padiglioni da vedere

  1. martinaway ha detto:

    Sinceramente il padiglione UK non mi ha colpito, anzi, ma probabilmente ci sono andata nel momento sbagliato: dopo un acquazzone e verso le cinque di pomeriggio. In quello del Kazakhstan invece non sono riuscita ad andare e dopo aver letto questo post mi dispiace un po’ 😦

    In ogni caso, ottimo post e grazie per avermi citata 😀 un abbraccio ❤

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